Baia del Silenzio – PASSIONI 5 / L’epoca delle passioni tristi

Sembra una banalità scontata ed evidente, eppure è uno dei mutamenti epocali, di cui la nostra cultura pare non abbia colto minimamente il segno e la gravità: ogni “visione ottimistica è crollata.

Dio è davvero morto e i suoi eredi (scienza, utopia e rivoluzione) hanno mancato la promessa. Inquinamenti di ogni tipo, disuguaglianze sociali, disastri economici, comparsa di nuove malattie, esplosione di violenza, forme di intolleranza, radicamento di egoismi, pratica abituale della guerra hanno fatto precipitare il futuro dall’estrema positività della tradizione giudaico-cristiana all’estrema negatività”, dice Umberto Galimberti commentando questa “epoca delle passioni tristi”.

Ma non si limiterà a fare un catalogo apocalittico dei circoli viziosi che le cose della logica dominante inducono nella logica delle cose piuttosto fa delle proposte, non soluzioni ma indicazioni, direzioni verso cui procedere.

Indicazioni più pratiche che teoriche per uscire dalla solitudine, dalla tristezza e dai deliri di onnipotenza.

La direzione opposta che sta in relazioni che potrebbero, con esito incerto, resistere alle prevalenti tendenze disgreganti generando pratiche gioiose e rinnovata energia umana.

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