REALTA’ DEL MONDO l’arte come strumento per lo sviluppo sociale

RWANDA

Venti anni dopo il genocidio in Rwanda “la vergogna” dell’Onu per non averlo potuto impedire non è stata cancellata.
Lo ha detto il segretario delle nazioni Unite Ban Ki Moon dando il via alle cerimonie ufficiali di commemorazione.
L’orgia di sangue e di terrore, secondo le cifre ufficializzate anni dopo, a seguito dell’incessante ritrovamento di fosse comuni, provocò nei100 giorni tra l’aprile e il luglio 1994 un milione di morti e due milioni di profughi, e si lasciò alle spalle centinaia di bambini mutilati con asce e machete, e bambine stuprate che ancor oggi non possono, e non vogliono, dimenticare.
Per parlare di Rwanda ad Andersen Festival si è voluto che Madrina del Premio 2014 fosse Esther Mujawayo, scrittrice rwandese nota non solo come sopravvissuta alla strage in cui perse 274 famigliari, ma per aver fondato, immediatamente dopo il genocidio, un’associazione di donne vedove, Avega, che ha lo scopo di aiutare le donne sopravvissute, in particolare quelle che sono state vittime di stupri seriali e sono state contagiate dall’HIV, e ha raccontato questa vicenda in libri di grande risonanza
Souad Belhaddad, coautrice dei libri di Esther Mujawayo, dedica “SurVivantes” “alla forza vitale ed all’ironia di Esther che hanno fatto sì che (anche) ridessimo molto, invece di (soltanto) piangere”.
Esther Mujawayo – nel 2009 insignita del Premio Internazionale Women World Award – sarà ospite di Andersen Festival, per una emozionante conversazione con Loris De Filippi – Presidente MSF Italia, e Giovanni Porzio – giornalista e reporter, ex inviato di guerra di Panorama, ora free lance per il Venerdì di Repubblica e l’Espresso.
E per un racconto testimonianza che lei spiega così: “mio malgrado, il genocidio mi ha ormai imposto il ruolo di trasmettitore. Nella pratica professionale, come nel resto. Vengo invitata spesso a delle conferenze internazionali, e accetto sempre di parlare in pubblico. Così, ho l’impressione di fare qualcosa della mia tristezza, della mia collera o, più semplicemente, della mia fede nella vita …credo ancora a una certa solidarietà da parte di un pubblico anonimo.”
Oltre che dal sostegno rinnovato negli anni da Coop Liguria, la sezione Realtà del mondo si avvale quest’anno della collaborazione di Medici Senza Frontiere, del Goethe Institut di Genova e dell’Associazione Bene Rwanda.

 

Baia del Silenzio

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